• “LA RAGGI DICE UNA COSA E NE FA UN’ALTRA”

    Roma, 20 aprile 2018 – “Virginia Raggi prima si appella al tribunale delle Acque con l’obiettivo di far sospendere la determinazione regionale che imponeva lo stop dei prelievi obbligando Acea a considerare il lago di Bracciano come una semplice riserva idrica, e poi, come ha fatto questa mattina, dichiara placidamente che la salvaguardia del bacino e del suo ecosistema è sempre stata una sua priorità. L’intervento della Sindaca di Roma nel corso dell’odierna Assemblea degli Azionisti di Acea può essere annoverato come una vera e propria ciliegina sulla torta nella vicenda della crisi idrica di Roma e del lago di Bracciano. Oggi la Raggi ha dimostrato di avere due facce e ha palesato tutta la sua ambiguità: con i fatti tenta di smontare la determinazione della Regione Lazio e con le parole si erge a paladina dell’ambiente e a sostegno del lago di Bracciano. Perché queste belle parole non le viene a dire ai cittadini di Bracciano, Anguillara e Trevignano? Farsi bella in un consesso formale come quello dell’ Assemblea degli Azionisti è troppo facile. Sarebbe più interessante venirci a trovare per rispondere alle domande dei cittadini del lago”. Lo ha detto il Consigliere Regionale PD, Emiliano Minnucci.
  • “LA RAGGI TORNA ALLA CARICA CONTRO IL LAGO”

    Roma, 21 marzo 2018 – “Dopo il ricorso presentato lo scorso mese da Acea contro la decisione adottata dalla Regione Lazio di bloccare le captazioni dal Lago di Bracciano, arriva l’offensiva targata Virginia Raggi: la sindaca grillina in questi giorni si è appellata al tribunale delle Acque scagliandosi contro la Regione Lazio e, in sostanza, contro i tre comuni lacuali, il Parco Regionale Bracciano – Martignano e il Consorzio del Lago, con l’obiettivo di far sospendere la determinazione regionale che, oltre a imporre lo stop dei prelievi, obbliga Piazzale Ostiense a considerare il lago come una semplice riserva idrica da utilizzare in situazioni di estrema emergenza. Un atto di assoluta arroganza quello della Raggi che, per non saper né leggere e né scrivere e in vista della bella stagione, mette le mani avanti di fronte l’ipotesi di una nuova crisi idrica estiva per la Capitale. Perché Virginia Raggi tutta questa determinazione non l’ha messa in campo in quest’ultimo anno intimando ad Acea Ato2 di provvedere alla manutenzione e al rifacimento della rete idrica della Capitale? Con quest’ultimo atto abbiamo capito definitivamente che per il M5S il Lago di Bracciano è un pozzo senza fondo da utilizzare a proprio uso e consumo senza considerare il suo valore ambientale e paesaggistico. Altro che appelli e ricorsi, ora più che mai è necessario che la Regione Lazio prosegua nella sua azione a salvaguardia del bacino con maggior forza: difendere la sua determinazione e rafforzarla portando il livello minimo per le captazioni da 161,90 metri s.l.m. a 163,04 metri s.l.m. come riferito dallo stesso Parco Regionale Bracciano – Martignano. In quest’ottica, e mi appello al Presidente Zingaretti, è necessario installare rapidamente il contatore pubblico dei prelievi e aprire un tavolo tecnico per rivisitare la convezione del 1990. È fondamentale introdurre maggior potere di controllo dei comuni lacuali e accentuare l’aspetto della tutela ambientale: il nostro territorio non può essere vittima dell’incompetenza grillina e dell’attività speculativa di Piazzale Ostiense. Non lo è stato prima, non lo sarà domani”. Lo ha detto il consigliere regionale, Emiliano Minnucci, commentando il ricorso presentato dal Comune di Roma al Tribunale delle Acque contro la determinazione della Regione Lazio del 29 dicembre 2017.
  • “PER ISPRA IL LAGO DI BRACCIANO SOFFRE A CAUSA DEI PRELIEVI”

    Roma, 18 ottobre 2017 - "Dopo i sopralluoghi della passata estate e le richieste dei risultati al Ministro Galletti, ecco finalmente le relazioni prodotte dall'ISPRA. Tre relazioni che non lasciano spazio a nessun dubbio: il lago di Bracciano sta vivendo una grave crisi che ha messo e continua a mettere a repentaglio il suo delicato ecosistema. L'ISPRA, oltre a fornire un'indagine tecnica e dettagliata, chiarisce che lo stress del bacino è da ricondurre all'elevata e continua pressione esercitata dalle captazioni. Davanti a queste considerazioni tecniche, è necessario che tutti gli organi preposti intraprendano azioni forti a tutela di un territorio già danneggiato con l’obiettivo di salvare tutto ciò che è ancora salvabile: Ministero dell’Ambiente, Regione Lazio e Parco Regionale Bracciano – Martignano hanno il dovere di scendere in campo bloccando le captazioni e ordinando l’istallazione di quel contatore pubblico utile a favorire il monitoraggio delle acque. Non intervenire subito vorrebbe dire incorrere in atteggiamenti omissivi e di totale inerzia: tuteliamo quel principio di trasparenza che, da fatti, fino a questo momento è stato calpestato. Con le prove provate in mano, nessuno può più sottrarsi ai propri impegni e ai propri doveri”. Lo ha detto il deputato dem, Emiliano Minnucci, nel corso dell’ottava puntata della rubrica ‘Cinque Minuti con Emiliano’ diffusa sulla sua pagina facebook.
  • “SU BRACCIANO SI SPENGONO LE LUCI: GENTILONI INTERVENGA CON GALLETTI”

    Roma, 27 settembre 2017 – “Con la fine della bella stagione e scongiurato l’allarme siccità a Roma, il lago di Bracciano sembra essere sparito dai radar dei media e, cosa ancora più grave, delle stesse Istituzioni. C’era da aspettarselo, soprattutto se consideriamo con chi abbiamo avuto a che fare in questi ultimi mesi: dalla Raggi a Lanzalone di Acea passando per il Ministro Galletti che, nonostante i solleciti e le interrogazioni parlamentari, ancora non è riuscito a rendere pubblici i dati dell’indagine conoscitiva condotta dall’ISPRA tra luglio ed agosto. Un’omissione bella e buona a cui si aggiunge, peraltro, quella relativa ai dati dei prelievi dal lago di Bracciano da parte di Piazzale Ostiense che, nonostante la volontà di inizio settembre della Regione Lazio, restano di fatto top secret. Se a tutto questo, poi, si aggiunge la mancata istallazione di un contatore pubblico richiesto per monitorare il volume dei prelievi, quello che esce fuori è un quadro piuttosto astruso che disconosce ogni forma di trasparenza. Acea e la fida Raggi così come il Ministro Galletti, devono avere chiaro un concetto: se a Roma il rischio siccità è rientrato, a Bracciano la crisi idrica rimane di stretta attualità a discapito di un territorio e dell’intero ecosistema lacustre. Per non far cadere nel dimenticatoio la grave situazione ambientale che si sta consumando a Bracciano, invito il Presidente Gentiloni a fare chiarezza sulla vicenda al fine di garantire quella trasparenza che i cittadini del lago chiedono da mesi e che, guarda caso, non è mai stata assicurata. In quest’ottica, infine, è fondamentale che le istituzioni locali mantengano alta la loro attenzione e quella delle loro comunità anche attraverso iniziative pubbliche da programmare già a partire dai prossimi giorni”. Lo ha detto il deputato PD, Emiliano Minnucci, commentando la mancata pubblicazione dei dati Ispra e quelli relativi ai prelievi Acea.
  • “RAGGI AMMONITA DA ACEA?”

    Roma, 8 settembre 2017 – “Virginia Raggi, non sapendo più che dire, continua a tirare in ballo il Lago di Bracciano: oggi è tornata alla carica con la questione degli allacci abusivi. Sarà forse che dopo la figuraccia rimediata l’altro ieri in Commissione Ambiente dal Presidente Lanzalone, da Piazzale Ostiense è arrivato l’ordine di iniziare a tutelare l’immagine della società di cui la sindaca grillina detiene la maggioranza delle azioni? È presumibile che Lanzalone & Co, stanchi dell’apatia dell’inquilina del Campidoglio, l’abbiano strigliata pretendendo una vera presa di posizione in modo da insabbiare le loro responsabilità e spostare l’attenzione sulla questione degli allacci abusivi. Per far questo la Raggi lancia numeri a caso tanto da trasformare i venti allacci abusi denunciati dalle forze dell’ordine in duecento. Per la sindaca pentastellata, purtroppo, oggi non è stata una giornata positiva: oltre al rimbrotto di Acea, infatti, è arrivato anche l’invito del Presidente Zingaretti a far stoppare le captazioni dal lago di Bracciano. Tirata dalla giacchetta da una parte e dall’altra, che farà la Raggi? Proseguirà con la filastrocca degli allacci abusivi dei privati o chiederà ad Acea, magari anche sottovoce, di bloccare i prelievi dal bacino? Appurata l’incapacità della Raggi, però, la Regione Lazio forse farebbe meglio a rivolgersi direttamente ad Acea, obbligandola a fermare le captazioni e approvvigionarsi esclusivamente da quelle fonti alternative che Zingaretti le ha messo a disposizione proprio per salvaguardare il lago di Bracciano. A riguardo, infine, invito la Regione Lazio a diffidare dei dati certificati da Acea: l’atteggiamento inattendibile del gestore idrico ci fa sostenere che l’unico strumento utile a tutelare la trasparenza è un contatore pubblico da istallare presso le idrovore di Anguillara per consentire a tutti, in primis alle amministrazioni rivierasche, di verificare il volume dei prelievi”. Lo ha detto il deputato PD, Emiliano Minnucci, commentando la conferenza stampa di Virginia Raggi sulle politiche idriche cittadine.
  • “SACCANI SCONFESSA LA RAGGI”

    Roma, 30 agosto 2017 – “Le parole di Saccani rilasciate questa mattina nel corso della trasmissione televisiva Uno Mattina testimoniano il grave stato di confusione di una società che, non sapendo più che pesci prendere, tenta in tutti i modi di salvare la faccia nei confronti dei cittadini e delle stesse istituzioni. Saccani sostiene che dal 12 agosto Acea ha interrotto qualsiasi tipo di captazione dal lago di Bracciano e che le attuali condizioni del lago sono da addossare al fenomeno dell’evaporazione e ai 20 allacci abusivi individuati ieri in tutto il territorio lacustre. Dando per buono questo, Saccani ci deve spiegare perché allora la sua società ha impegnato l’intero mese di luglio a contrastare quell’ordinanza regionale che imponeva sin da subito l’interruzione dei prelievi. Ci deve spiegare, ancora, per quale motivo Acea si è appellata al Tribunale delle acque e il motivo dell’immensa soddisfazione manifestata dalla Raggi all’indomani dell’ultima sentenza del TSAP. In quell’occasione, e stiamo parlando di 15 giorni fa, l’energica Sindaca grillina sosteneva di aver garantito l’acqua a un milione e mezzo di romani anche nel mese di settembre. Di fronte questo quadro confuso, fateci capire chi ha ragione: la Raggi, ieri, che garantiva per settembre l’acqua ai romani? O Saccani, oggi, che ha annunciato razionamenti nella capitale? Ripeto: tra una dichiarazione e l’altra sono trascorsi appena 15 giorni. Il problema è che sia a Piazzale Ostiense che in Campidoglio regna una confusione senza precedenti che, se non chiarita subito, rischia di produrre grossi problemi sia per i cittadini che per l’ambiente. A questo punto mi sento di lanciare un consiglio sia a Saccani che alla stessa Virginia Raggi: dimettetevi”. Lo ha riferito il deputato PD, Emiliano Minnucci.
  • “REGIONE CHE FINANZIA IMPRESE BRACCIANO È ATTO DI RESPONSABILITÀ”

    Roma, 28 agosto 2017 - "Le risorse stanziate dalla Regione Lazio a favore delle imprese operanti sul Lago di Bracciano sono un atto di grande responsabilità da parte del Presidente Zingaretti. Così come riferito anche all'assessore regionale Buschini nel corso del  sopralluogo di metà agosto, oltre al problema ambientale, il prosciugamento del bacino rappresenta un grosso danno anche per tutte le aziende locali impegnate nel settore della ristorazione, della ricezione e, dunque, del comparto turistico territoriale che in questi mesi ha dovuto fare i conti con un vertiginoso calo delle presenze. Mentre Acea decide comunque di razionalizzare il servizio idrico a Roma e la talent scout Raggi impegnata a individuare nuovi assessori capitolini, dalla Regione Lazio arriva un atto importante a favore di un territorio falcidiato da quel grave problema ambientale a cui oggi, purtroppo, ancora non è stata trovata una soluzione". Lo ha detto il deputato del, Emiliano Minnucci, commentando la volontà del Presidente Zingaretti di risarcire le imprese del comparto turistico di Bracciano.
  • “SENTENZA TSAP DÀ ESTREMA UNZIONE A LAGO BRACCIANO”

    Roma, 14 agosto 2017 - "Considerando solo l'ipotesi crisi idrica, il Tribunale delle Acque ha emanato una sentenza che segna senza ombra di dubbio la morte del Lago di Bracciano. Il TSAP, infatti, ha accolto, se pur parzialmente, il ricorso presentato dalla sindaca di Roma distruggendo l'ordinanza regionale che, oltre alla riduzione delle captazioni, prevedeva il blocco definitivo dei prelievi delle acque a partire dal prossimo 1 settembre. Acea potrà continuare a prelevare 400 l/s per la pace dell'azionista di maggioranza Virginia Raggi che, per quello che non ha fatto e per il ricorso presentato, ha dimostrato che del Lago e dei suoi cittadini se ne frega altamente. Tagliando la corda della ghigliottina architettata ad arte da Acea e dalla Raggi, il TSAP ha decretato la morte del Lago di Bracciano: noi, a differenza di Campidoglio e Piazzale Ostiense, non facciamo allarmismo, prendiamo solo atto della situazione che definire grave è un semplice eufemismo. Il disastro ambientale è ormai evidente e, per questo, i carnefici del nostro bacino devono farsene carico. Ora andremo avanti presentando ricorso a una sentenza vergognosa che, mi auguro venga stigmatizzata e contrastata anche dalle istituzioni locali e dal Presidente Zingaretti. In quest'ottica, dunque, auspico l'intervento di tutti i soggetti interessati alla questione, a partire dal Governo, dalla Regione e dal Parco Bracciano Martignano, con provvedimenti ad hoc che vadano oltre il semplice ricorso: non possiamo accettare che gli ipotetici disagi idrici paventati dalla coppia Raggi/Acea, siano prioritari rispetto alla morte di una risorsa ambientale come il Lago di Bracciano". Lo ha riferito il deputato PD, Emiliano Minnucci, commentando la sentenza del Tribunale delle Acque in merito al ricorso presentato dalla Raggi contro l'ordinanza Zingaretti sulle captazioni Acea nel Lago di Bracciano.
  • “STATO CALAMITÀ NON SIA FRENO PER ORDINANZA REGIONE”

    "Mi auguro che lo stato di calamita' e il conseguente stanziamento approvato dal governo non venga preso a pretesto per frenare l'ordinanza emanata dal presidente Zingaretti, tanto da consentire ad Acea di proseguire le sue captazioni nel Lago di Bracciano. Lo stato di calamita', invece, deve essere un monito per perseguire la linea indicata dalla Regione Lazio che prevede il blocco totale dei prelievi a partire dal prossimo 1 settembre". Lo ha detto il deputato PD, Emiliano Minnucci, commentando l'appello lanciato a salvaguardia del lago di Bracciano. "Acea e Virginia Raggi - ha aggiunto - hanno il dovere di trovare delle soluzioni alternative per affrontare quell'ipotetica crisi idrica che in quest'ultimo mese si sono sbrigati a invocare al fine di coprire i mancati investimenti e l'incompetenza amministrativa che pervade il Campidoglio. Il lago di Bracciano sta morendo a suon di captazioni che Acea, non solo ha proseguito senza freni, ma ha pure difeso senza remore con la speranza di non mettere mano al portafogli e realizzare interventi infrastrutturali necessari a risolvere il problema della siccita' e delle dispersioni idriche". "In questo contesto - ha osservato - invitando l'ente Parco a provvedere all'immediata istallazione del contatore delle captazioni presso le idrovore di Acea, mi auguro che lo stanziamento approvato dal governo venga subito utilizzato a favore di chi, a oggi, ha subito danni e grossi disagi a partire dalle aziende agricole e dalle attivita' ricettive che hanno dovuto fare i conti con quel trend piuttosto negativo che ha inevitabilmente colpito il settore turistico".
  • “LA RAGGI CONTRO L’ULTIMA ORDINANZA ZINGARETTI: E’ UNA VERGOGNA A CINQUE STELLE!”

    Roma, 4 agosto 2017 – “Questa mattina ho appreso che la Sindaca di Roma, attraverso un ricorso al Tribunale delle Acque, si è appellata contro la seconda e ultima ordinanza emanata dal Presidente Zingaretti attraverso la quale è stato scongiurato il razionamento del servizio idrico a Roma e, di conseguenza, confermato il proseguimento delle captazioni a Bracciano fino al prossimo 31 agosto. Per la Raggi i prelievi non solo non devono essere bloccati a fine mese ma devono perdurare nel tempo e senza regole secondo le esigenze esclusive di Acea. Con quest’ultimo atto la Raggi insulta i nostri territori e calpesta quel punto di complicato compromesso che la Regione Lazio era riuscita a individuare. La Raggi dovrebbe ricordarsi che oltre a essere sindaco di Roma è anche Presidente della Città Metropolitana e, in quanto tale, dovrebbe tutelare anche tutti i cittadini dei 120 comuni dell’ex Provincia di Roma. In questo caso, però, Virginia Raggi non ha svolto né il ruolo da Sindaco né tantomeno quello da Presidente: interessandosi completamente agli interessi di Acea, la Raggi ha dimostrato e sta dimostrando di voler tutelare esclusivamente gli interessi di quella società di cui detiene le quote di maggioranza. Una vergogna inaudita che deve essere denunciata da tutti a partire dalle amministrazioni locali del lago di Bracciano e dalla stessa Regione Lazio che, così come sostenuto in questi giorni, deve provvedere immediatamente all’istallazione di un contatore delle captazioni, in modo da rendere trasparente a tutti l’attività svolta da Acea. Già non ci fidavamo prima, figuriamoci adesso dopo quest’ultimo ricorso presentato dalla pseudo Sindaca di Roma”. Lo ha detto il deputato PD, Emiliano Minnucci, commentando la notizia del ricorso presentato in via cautelare dalla Raggi contro l’ordinanza emanata dalla Regione Lazio lo scorso venerdì.
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