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    “ACEA HA PERSO, A BRACCIANO NON SI PUÒ PRELEVARE”

    Roma, 26 luglio 2018 – “Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha sciolto qualsiasi riserva e si è pronunciato in merito all’istanza presentata da Acea di sospendere la deliberazione regionale che imponeva il blocco delle captazioni a Bracciano: nel lago non si può prelevare. Il Giudice del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, infatti, ha confermato la determinazione della Regione Lazio che a dicembre scorso aveva stabilito lo stop alle captazioni. Una notizia importante non solo da un punto di vista ambientale e della tutela delle eccellenze paesaggistiche dei nostri territori, ma anche da quello della legalità. I sacrifici e le battaglie messe in campo in quest’ultimo anno dalle nostre comunità residenti possiamo tranquillamente dire che oggi sono state ripagate a tutti gli effetti”.

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    “SU QUESTIONE BUS TURISTICI È NECESSARIO NON PRENDERSI GIOCO DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA”

    Roma, 16 maggio 2018 – “Mi auguro che l’apertura annunciata ieri dai consiglieri di maggioranza del Campidoglio agli operatori del settore non sia la solita trovata a cinquestelle per acquistare tempo con l’intento di frenare la protesta delle associazioni di categoria. La Sindaca Raggi invece di continuare a incensare il nuovo regolamento approvato dall’Assemblea Capitolina dovrebbe considerare con attenzione la posizione assunta dagli operatori che, anche sulla scorta della decisione di sospendere lo sciopero in programma domani, stanno dimostrando che alla base della loro protesta c’è un grande senso di responsabilità nei confronti della stessa città di Roma. Le associazioni di categoria, con i loro rappresentanti, portano sul tavolo della discussione aspetti reali su cui è necessario aprire una discussione seria e approfondita al fine di non far morire il turismo della Capitale che, per la nostra città, continua a rappresentare un punto di forza imprescindibile soprattutto sul piano economico. Nessuno vuole questo, tanto meno loro. Poi, e non meno importante, c’è la questione lavoro: la nuova normativa, in vigore dal prossimo gennaio, rischia di creare i presupposti per una vera e propria crisi occupazionale con inevitabili conseguenze per tutti i lavoratori dell’intero comparto turistico”. Lo ha detto il consigliere regionale del PD, Emiliano Minnucci.

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    REGIONALI LAZIO, MINNUCCI (PD): “MI CANDIDO A FIANCO DI ZINGARETTI”

    “Da Montecitorio alla Pisana per continuare il lavoro a sostegno dei territori: è questa la strada giusta”. Lo ha detto Emiliano Minnucci, nel corso dell’iniziativa di questo pomeriggio ad Anguillara Sabazia, in cui il deputato PD ha lanciato la sua candidatura alle prossime elezioni regionali del Lazio.

    “In questi anni, anche su input dei cittadini, ho messo al centro della mia attività parlamentare alcune delle tante esigenze dei territori di Roma e della sua area metropolitana. Dal trasporto pubblico locale, sia su ferro che su gomma, al servizio sanitario offerto nei nostri distretti sanitari, dalla questione ambientale, legata sia al Lago di Bracciano che alla gestione della discarica di Magliano Romano, al porto di Civitavecchia, a Fiumicino e a tutto il comparto aeroportuale della nostra regione: i temi affrontati in questi anni sono stati tanti e di grande importanza. Ora, è arrivato il momento di proseguire questo lavoro con altrettanto impegno ma soprattutto a fianco di Nicola Zingaretti che, nel corso della sua legislatura, è riuscito a raggiungere risultati insperati garantendo alla nostra regione un futuro di crescita e sviluppo. La fine del commissariamento della sanità e la stabilizzazione di medici e infermieri fatta nella regione con procedure concorsuali, sono gli ultimi due grandi risultati raggiunti da Zingaretti che, anche in considerazione della situazione deficitaria ereditata dalla precedente giunta di centro destra, merita indubbiamente di essere riconfermato Governatore del Lazio” ha detto Minnucci davanti alle 500 persone circa che hanno partecipato questo pomeriggio all’iniziativa ‘La strada giusta’.

    “Il calore, l’entusiasmo ma soprattutto le proposte avanzate dai tanti cittadini intervenuti questo pomeriggio ad Anguillara sono per me motivo di grossa responsabilità: l’area metropolitana di Roma, con le sue eccellenze ambientali, paesaggistiche e imprenditoriali, deve iniziare a esprimere con forza il suo protagonismo in sinergia con la Capitale e per una concreta crescita della nostra regione”  ha concluso Minnucci.

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    Sulla Strada Giusta

    Per continuare insieme, sulla strada giusta!

    Milleduecentocinquantanove giorni di battaglie a difesa del territorio.
    Milleduecentocinquantanove giorni di proposte diventate Leggi.
    Milleduecentocinquantanove giorni di impegno a tutela del lavoro e dei diritti: è arrivato il momento di fare il punto su questi anni da deputato e puntare lo sguardo sul futuro del territorio perché le sfide che ci attendono richiedono idee chiare, competenza e concretezza.

    Per continuare insieme, sulla strada giusta, ci vediamo sabato 16 dicembre, ore 16:30, presso l’ex discoteca Onyx di via di Ponte Valle Trave, 8 ad Anguillara Sabazia: sarà un momento per riflettere sulle azioni messe in campo in questi anni e, soprattutto, sulle esigenze dei nostri territori a partire dal tema dei trasporti, della sanità e del welfare.

    Non mancare!

    #lastradagiusta

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    “FINALMENTE SULLA TRASVERSALE ORTE-CIVITAVECCHIA SI ALZA IL SIPARIO”

    Roma, 1 dicembre 2017 – “Lo sblocco dei finanziamenti per l’apertura del cantiere Orte – Civitavecchia rappresenta una notizia di straordinaria importanza non solo per il Lazio ma anche per tutto il nostro Paese. Collegando il più grande porto del Mediterraneo con la rete autostradale, la tratta si attesta come una delle opere più importanti degli ultimi 50 anni e non solo per il suo alto valore infrastrutturale ma soprattutto per quello strategico. Ci abbiamo sempre creduto e oggi, grazie al Governo Gentiloni e al Presidente Zingaretti, raccogliamo finalmente i risultati di un lavoro intenso che ha coinvolto Istituzioni, amministrazioni locali e cittadini”. Lo ha detto il deputato dem, Emiliano Minnucci, in merito al provvedimento di compatibilità ambientale del progetto preliminare per la realizzazione del completamento dell’asse Orte-Civitavecchia, deliberato oggi dal Consiglio dei Ministri.

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    POLIZIA LOCALE, DEPUTATI PD: BENE APERTURA GOVERNO AD ASSUNZIONI TEMPORANEE PER PERIODO ESTIVO

    “Riteniamo l’apertura del Governo ad un intervento normativo che renda possibile per i Comuni  l’assunzione a tempo determinato di personale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale per far fronte alle esigenze derivanti dalla stagione estiva, un atto estremamente positivo che dimostra la vicinanza e la comprensione dell’esecutivo alle esigenze degli amministratori locali italiani. Un’apertura ancora più importante perché si è precisata la possibilità per i Comuni di  adottate autonomamente soluzioni che anticipano l’intervento normativo.”

    Così i deputati PD Emiliano Minnucci e Federico Massa hanno commentato la lettera inviata ieri dal Ministro Madia al Presidente Anci Piero Fassino che apre alla possibilità di intervenire a livello normativo per correggere temporaneamente il dettato dell’art. 5 del decreto n° 78 del 19 giugno 2015.

    “Fatti ovviamente salvi gli obiettivi del Governo e la necessità di dover riassorbire il personale degli enti di area vasta – hanno poi precisato Minnucci e Massa – riteniamo fondamentale tutelare le località balneari e turistiche del nostro Paese, che durante il periodo estivo vedono aumentare notevolmente la popolazione e di conseguenza anche le necessità di personale addetto a garantire la sicurezza e la legalità.”

     

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    Reato di Tortura: una questione di civiltà

    A 14 anni di distanza dalla notte del 21 luglio 2001 la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), ha messo nero su bianco e in una sentenza quello che decine di testimoni quella notte hanno visto e raccontato, condannando il nostro Paese non solo per gli atti di violenza compiuti dalla Polizia nei confronti di civili inermi nella scuola Diaz di Genova, ma anche per non aver ancora introdotto nel proprio ordinamento il reato di tortura.

    Un reato che fu quindi compiuto ma non condannato a causa di un vuoto legislativo che questo Parlamento, a 26 anni dalla firma della Convenzione Onu contro la tortura, si sta impegnando a colmare.

    Da oggi, infatti, la Camera inizierà la discussione sull’introduzione del reato di tortura nel nostro codice penale.

    La norma – in sintesi:

    • inserisce nel codice penale il delitto di tortura (art. 613-bis c.p.), come reato comune punito da 4 a 10 anni di reclusione. In altre parole, chiunque – e non solo il pubblico ufficiale – procuri intenzionalmente ad una persona a lui affidata acute sofferenze fisiche o psichiche a causa dell’appartenenza etnica, dell’orientamento sessuale o delle opinioni politiche o religiose o al fine di ottenere da essa informazioni o dichiarazioni, infliggere una punizione o vincere una resistenza, commette reato di tortura;
    • Prevede alcune aggravanti nella pena, tra cui quella “per fatto commesso da un pubblico ufficiale” o per aver provocato “gravi lesioni personali”;
    • inserisce nel codice penale (613-ter c.p.) il delitto di istigazione a commettere la tortura commessa dal pubblico ufficiale, con la reclusione da 6 mesi a 3 anni (art. 1);
    • Rende inutilizzabili le dichiarazioni e le confessioni ottenute attraverso la tortura (art. 2);
    • Raddoppia i termini di prescrizione per il delitto di tortura (art. 3);
    • Vieta di espellere o respingere cittadini extra-comunitari quando si suppone che siano sottoposti a tortura nei Paesi di provenienza (art. 4);
    • Esclude l’immunità diplomatica dei cittadini stranieri indagati o condannati nei loro Paesi di origine per il delitto di tortura (art. 5);
    • stabilisce l’invarianza degli oneri e disciplina l’entrata in vigore della riforma (artt. 6-7).

    Il nostro Paese ha la possibilità concreta di fare un passo avanti importante sul terreno dei diritti umani .

    Lo dobbiamo a tutti gli innocenti torturati a Genova ed ai tanti, troppi, casi denunciati ogni anno.

    Per l’Italia, il Paese che diede i natali a Cesare Beccaria, è una questione di civiltà. E’ una questione di dignità.