• “GRILLINI LASCIANO IL CONSIGLIO METROPOLITANO PER NON AFFRONTARE LA QUESTIONE RIFIUTI”

    Roma, 18 maggio 2017 – “Quello che è accaduto ieri nel corso del Consiglio Metropolitano è un fatto molto grave che fa riflettere sul modo di amministrare del Movimento cinquestelle. I Consiglieri Metropolitani grillini di Roma Capitale, infatti, nel momento della discussione della mozione presentata dal gruppo ‘Le Città della Metropoli’ sulla questione rifiuti, hanno abbandonato l’aula facendo automaticamente mancare il numero legale e rendendo di fatto impossibile la sua votazione. Un atteggiamento che ha leso lo spirito democratico della discussione annientando inevitabilmente l’azione delle forze politiche di opposizione che, con la mozione, intendevano chiedere una rivisitazione del documento inviato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale ai 120 sindaci del territorio per l’individuazione di siti alternativi e idonei a ospitare impianti di trattamento, recupero e smaltimento rifiuti. Se i grillini pensano che quello dei rifiuti sia un tema da trattare nelle segrete stanze del Campidoglio magari in video conferenza con Genova hanno capito male: il problema dei rifiuti di Roma è un argomento che necessita di essere affrontato collegialmente con tutti i sindaci e gli amministratori del nostro territorio al fine di trovare insieme una soluzione adeguata nel rispetto delle norme comunitarie e per una corretta gestione. La Raggi e il burattinaio ligure non possono pensare che, per difendere l’immagine della Sindaca e di conseguenza di tutto il movimento, i rifiuti di Roma possano essere trasferiti in provincia senza consultare tutti quegli amministratori locali che quotidianamente offrono il loro contributo e il loro impegno ai loro territori e alle loro comunità”. Lo hanno riferito in una nota congiunta il capogruppo de ‘Le Città delle Metropoli’ in Consiglio Metropolitano, Federico Ascani, e il deputato PD, Emiliano Minnucci.
  • “I CINQUE STELLE VOGLIONO TRASFORMARE  LA PROVINCIA IN DISCARICA DI ROMA”

    Roma, 12 maggio 2017 - "Il documento inviato dalla Città Metropolitana di Roma Capitale a tutti i sindaci del nostro territorio provinciale è un vero attentato alla loro intelligenza e a quella dei loro cittadini che, secondo la mappa allegata all'elaborato, saranno costretti a fare i conti con ipotesi di future discariche nei loro territori. Lo scopo del lavoro realizzato dal governo a Cinque Stelle della Città Metropolitana di Roma Capitale, infatti, è quello di fornire una mappatura delle aree idonee a ospitare impianti di trattamento, recupero e smaltimento rifiuti da poter mettere a disposizione delle amministrazioni locali. Quali sono e dove sono le aree che la Raggi e il suo M5S intendono utilizzare per istallare queste discariche? Dai puntini rossi posizionati sulla mappa, si evince che i grillini vogliono trasformare la provincia nella discarica di Roma come se il Grande Raccordo Anulare fosse un vero e proprio spartiacque tra due mondi diversi. In altre parole: Roma produce i rifiuti, i Comuni della sua area metropolitana li raccolgono e li smaltiscono. Sia chiara subito una cosa: questo non lo permetteremo. I primi a opporsi a questa ipotesi scellerata devono essere proprio i sindaci metropolitani che hanno 60 giorni di tempo per presentare le loro osservazioni a un piano fatto con i piedi che rischia di mettere in ginocchio i nostri territori creando una frattura sostanziale tra la città e il suo hinterland.  Gli impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti servono, anche urgentemente: ne siamo tutti consapevoli e in quest'ottica le Istituzioni hanno il diritto e il dovere di concorrere alla risoluzione di un problema che rischia di diventare sempre più drammatico. Proprio per questo, però, ciascuno deve fare la propria parte di lavoro: Roma in primis". Lo ha detto il deputato dem, Emiliano Minnucci, commentando il documento che la Città Metropolitana di Roma Capitale ha inviato ai sindaci metropolitani in merito all'individuazione di aree idonee per la realizzazione di discariche di rifiuti. 20170512_122445 20170512_12251820170512_12255020170512_12261820170512_12264320170512_12270520170512_122729 20170512_122955
  • “APRILIA DISCARICA DI ROMA? RAGGI NON SA QUELLO CHE DICE”

    Roma, 10 maggio 2017 - "Le parole rilasciate dalla Raggi nel corso della trasmissione Porta a Porta, mettono l'accento sull'incapacità amministrativa dei cinque stelle che, inevitabilmente, sta producendo veri e propri disastri a Roma e nel suo hinterland. La Raggi parla di Aprilia come discarica di Roma senza sapere che il territorio in questione, ospitando impianti di trattamenti rifiuti, è già ampiamente esposto ad eventuali problematiche ambientali. A parte questo, però, resta il principio di fondo che la Raggi non può pensare di far fronte al problema rifiuti della Capitale promuovendo l'installazione di discariche fuori dai suoi confini e, perciò, nel comuni dell'area metropolitana. È ora di tarci un taglio con questa logica romano centrica perpetrata a discapito della provincia e a sostegno di Roma e non dei romani che, paradossalmente e a causa dell'incompetenza pentastellata, sono costretti a fare i conti con topi e montagne di rifiuti che stanno nascendo spontaneamente lungo le strade cittadine. Se la Raggi ha un problema rifiuti a Roma ha il dovere di risolverlo senza scaricarlo negli altri territori". Lo ha detto il deputato dem, Emiliano Minnucci, commentando le parole di Virginia Raggi rilasciate ieri sera nel corso della trasmissione Porta a Porta.
  • #evadoincucina : mia intervista a TerzoBinario.it

    Intervista a cura di Luciano Romeo pubblicata sulla rivista on-line terzobinario.it Oggi ho chiamato nella mia cucina un esperto del territorio, una persona che potrà darci molte risposte, Emiliano Minnucci, Onorevole Deputato della Repubblica Italiana. Caro Emiliano, nelle passate interviste in cucina, abbiamo affrontato il problema della Sanità. Conosco perfettamente le tue posizioni e richieste verso l’Ospedale Padre Pio di Bracciano, puoi ribadirle e fare una panoramica per i lettori della situazione e cosa ci prospetterà il futuro per questa struttura sanitaria. Ci troviamo purtroppo in una fase molto complicata da gestire dal punto di vista amministrativo per quel che riguarda la sanità regionale: se da un lato infatti c’è la necessità di ridurre i costi e rientrare dai debiti accumulati in passato, dall’altro non si può mettere in discussione il diritto essenziale dei cittadini di usufruire di un servizio sanitario pubblico. Il piano sanitario regionale, come hanno riconosciuto tutti gli osservatori rappresenta un buon compromesso tra queste due esigenze, soprattutto se paragonato al piano di ristrutturazione che aveva presentato la precedente amministrazione di centro-destra. Nonostante i tagli ingenti, infatti, si è riusciti a preservare 21.611 posti letto negli ospedali regionali. Purtroppo tra i più penalizzati da questa riduzione e razionalizzazione dei costi, ci sono i territori serviti dall’ospedale Padre Pio di Bracciano che, anche se è stato salvato dalla chiusura, è stato fortemente ridimensionato, tanto da metterne in discussione l’effettivo funzionamento. Una situazione molto delicata che ho segnalato più volte alla nostra giunta regionale. Ovviamente capisco e condivido la preoccupazione e l’agitazione degli amministratori locali, ma credo che oggi più che un’azione di pura contrapposizione, sia essenziale mantenere aperte le porte al dialogo e a trattative volte ad ottenere, in tempi certi e rapidi, un reale rilancio di questa struttura, su cui negli scorsi anni sono stati fatti ingenti investimenti: penso al Pronto Soccorso o ai posti di terapia sub-intensiva. Una misura che ritengo essenziale per perfezionare la nostra sanità regionale è senza dubbio la ridefinizione territoriale delle ASL. Tenere insieme, nella stessa Asl, ad esempio Castelnuovo di Porto e Civitavecchia, non ha più senso. Una misura che potrebbe portare dei vantaggi immediati e liberare risorse importanti in futuro. Bracciano è il punto cruciale anche della seconda domanda, avrai capito che parliamo di Cupinoro. Siamo in una situazione molto delicata, ogni giorno arrivano notizie poco rassicuranti su quella gestione, cosa ne pensi? Credo sia fondamentale affrontare il tema della discarica di Cupinoro senza pre-concetti ideologici e con spirito costruttivo, da parte di tutti. Diciamocelo con estrema franchezza: per tanti, troppi anni, in passato, si è pensato che il tema Cupinoro fosse una vicenda interna al Comune di Bracciano. Questa chiave di lettura è andata bene a molti, se non a tutti, al di là delle schermaglie che periodicamente si accendevano. Andava bene ai 27 comuni che ne hanno usufruito, conferendo la “monnezza” a costi contenuti e scongiurando il pericolo del verificarsi di fenomeni analoghi a quanto accaduto a Napoli. Andava sostanzialmente bene anche a Bracciano, perché garantiva maggiori risorse per le casse comunali. La svolta radicale degli ultimi anni di tutti i Comuni dell’area – in primis Anguillara durante il mio mandato di Sindaco, e compreso il comune di Bracciano, con l’unica eccezione di Cerveteri – volta a implementare e rafforzare la raccolta differenziata, ha inceppato il vecchio meccanismo. Infatti, questa scelta, unitamente alle regole più rigorose introdotte dalla legislazione europea, ha ridotto fino ad azzerarla la quantità di rifiuti indifferenziati destinati alla discarica. Ciò ha generato le ripercussioni che tutti conoscono. Oggi la discarica è chiusa. Problema risolto, dunque? Questa è la domanda che rivolgo a tutti, senza eccezioni. Io non ho soluzioni taumaturgiche da offrire. Faccio solo due considerazioni. La prima: è possibile affermare e sostenere semplicemente che la discarica vada chiusa, senza immaginare un piano strutturale e sostenibile per la gestione del sito dopo la chiusura? Una discarica trentennale non si ferma con un click, magicamente. Ha bisogno di essere costantemente mantenuta affinché non produca effetti dannosi per l’ambiente e per la salute. Ne vogliamo parlare serenamente oppure mettiamo la testa sotto la sabbia? Seconda questione: non dico tutti e 27 i comuni che conferivano precedentemente a Cupinoro, ma almeno i 7/8 comuni più vicini a quella realtà, quanto potranno sostenere economicamente la quotidiana transumanza dei propri rifiuti, almeno dell’indifferenziato da trattare e da conferire, in giro per il Lazio e per il Centro-Italia? Quanto costa tutto ciò ai cittadini-contribuenti già pesantemente oberati dal peso del fisco? In tutta sincerità, siamo in cucina e non si deve mentire, secondo te, il Sindaco di Bracciano, oggi è Sala ma domani può essere chiunque, è giusto che si occupi della gestione di Cupinoro? Non sarebbe meglio una partecipazione collettiva dei Sindaci dei territori interessati? Dalla risposta alla tua precedente domanda avrai già capito come la penso. Visto che siamo “soli” in cucina cercherò di essere ancora più schietto: ho già affermato altre volte il mio sostegno al Sindaco di Bracciano e al suo prezioso lavoro. Un sostegno che rinnovo. Giuliano Sala è stato ed è un grande amministratore: non lo dico io, lo dice la sua storia politica. Non si vincono quattro volte le elezioni a sindaco se non si hanno grandi qualità. Detto questo, chi è esente da errori o da inciampi? Fatta questa premessa, sono convinto che per la gestione di Cupinoro sia necessario il coinvolgimento diretto di altri “attori”. Anzitutto, penso ai Sindaci degli altri Comuni limitrofi, ma anche ad altre istituzioni pubbliche: in questa fase soprattutto la Regione Lazio deve farsi parte dirigente di un programma credibile e sostenibile, ambientalmente e finanziariamente. Inoltre credo che sia essenziale aprire alla partecipazione di quelle realtà territoriali che sono portatrici non solo di interessi collettivi e diffusi ma anche, spesso, di importanti competenze professionali: associazioni, comitati, singoli cittadini. Infine, mi piace ricordare che nel nostro territorio esiste uno dei massimi centri di ricerca italiani, l’ENEA Casaccia, dove quotidianamente si studiano soluzioni avanzate ed innovative anche sul tema dei rifiuti. Perché non pensare di utilizzare anche questa risorsa? Il problema manutenzione strade affligge il territorio di tutti i comuni. La sensazione è che non se ne esca, lo Stato chiede soldi ai comuni e gli amministratori non hanno fondi per mettere in sicurezza le strade. Quale secondo te può essere la via d’uscita? Non ci nascondiamo dietro un dito. Credo che la via d’uscita “vera” sia nella ripresa economica del nostro Paese. Solo tornando a crescere infatti sarà possibile trovare le risorse per investimenti pubblici essenziali. Fintanto che resisterà la stagnazione o, peggio, la recessione, lo Stato continuerà a chiedere sacrifici agli enti locali. Il problema è che i sacrifici oggi sono diventati intollerabili. Lo dico con una battuta amara: tra qualche tempo faticheremo a trovare qualcuno disponibile a candidarsi a Sindaco o, comunque, ad amministratore comunale. I dati degli ultimi giorni evidenziano, in modo omogeneo, una inversione di tendenza. Bisogna lavorare affinché la ripresa si consolidi e duri nel tempo. Questo Governo, attraverso l’approvazione di riforme strutturali volte a rilanciare l’economia del nostro Paese, sta operando nella giusta direzione. Intanto, per venire puntualmente alla tua domanda, già per l’anno in corso è stato allentato per i Comuni il cappio del patto di stabilità, dando modo agli enti locali che hanno disponibilità finanziaria, di poter spendere. Si tratta di un primo passo. Occorre fare di più. Tu vai spesso a Cerveteri, Ladispoli, certamente avrai fatto la Settevene Palo, avrai notato che diverse frane hanno di fatto eliminato una corsia, mezza strada, da un anno! Nonostante le proteste dei cittadini, del sindaco di Cerveteri, nonostante i media hanno più volte ripreso la questione, perfino il sottoscritto, sai bene che sono per la chiusura di Cupinoro, ho malignamente pensato che si attende la riapertura della discarica, nonostante tutto questo, ancora la strada non è stata messa a posto! Finora è andata bene, ma fino a quando si può rischiare? In questi mesi ho più volte contattato il Commissario Straordinario della ex Provincia (oggi Città Metropolitana), dott. Riccardo Carpino – a cui ho inviato anche una lettera-appello – per denunciargli la grave situazione della Settevene Palo e chiedere all’ente competente di intervenire. Nessuna risposta positiva, anzi semmai una battuta piuttosto “piccata” per aver disturbato il manovratore. Capisco che non si tratta di un intervento “ordinario” e che l’opera è particolarmente onerosa, capisco tutto però non si può continuare a rischiare e non è accettabile che fino ad oggi si sia “rischiato”. Per quanto mi riguarda, appena definiti gli assetti della nuova Città Metropolitana, tornerò alla carica. Vorrei chiudere con leggerezza e con una domanda che ho in mente da tempo: in questi sette mesi da quando sei Deputato sono successe tantissime cose. Dalle riforme all’elezione del Presidente della Repubblica. È innegabile che sei capitato in un momento topico di questa legislatura. Trasmettici, tralasciando le posizioni politiche, quell’emozione che si prova in questi casi. Si, direi che ci troviamo in un momento particolare di una legislatura sui generis che in molti identificano come costituente e spartiacque tra la Seconda e Terza Repubblica. Le emozioni fino ad oggi sono state tante e contrastanti, abbinate a momenti che sarà difficile dimenticare: dalle votazioni e le trattative per l’elezione del Presidente della Repubblica alla prima volta che ho oltrepassato la soglia di Montecitorio da Deputato, dalla prima dichiarazione in aula alle tensioni durante le discussioni e i voti sulle riforme. È prassi che l’ultima domanda sia di cucina, non ti chiederò di cucinare, tranquillo, bensì qual è il tuo piatto preferito? La domanda più difficile! Nel nostro territorio abbondano le eccellenze, tutte succulente e prelibate. Potrei fare un lungo elenco. Consentimi, però, di giocare in casa.Broccoletti ripassati in padella e salsicce caserecce alla brace. Ringrazio Emiliano Minnucci, mi auguro di rivederlo in cucina, vorrei parlare di lavoro, investimenti e tante altre cose, credo di essere stato un po’ cattivello nelle domande, questo però perché rispetto la persona e il ruolo che occupa, secondo me, è ora che i politici siano più vicino ai cittadini e rispondano direttamente, senza mezzi termini!