• “LE STRADE DI ROMA SONO COME CIMITERI. AVANTI CON LEGGE MOBILITÀ CICLABILE”

    Roma, 22 novembre 2017 – “È doloroso annotare che in queste ultime ore le strade della Capitale sono state scenario di nuovi gravi incidenti che, purtroppo, hanno registrato anche la morte di un ciclista su Lungotevere Flaminio. Le strade di Roma, a causa delle buche e di una carente manutenzione, rappresentano un pericolo costante per tutti ma in maniera particolare per i biker e gli amanti delle due ruote. Una situazione che stride, e non poco, con l’impegno profuso in questi mesi e che ha portato all’approvazione in Parlamento della PdL per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica. Una normativa che, oltre a uniformarci agli standard europei, prevede la costituzione di piani di mobilità ciclistica per tutti i territori con l’obbligo per gli enti locali di realizzare nuove ciclabili. Con gli incidenti all’ordine del giorno, dobbiamo pensare che questa PdL non è funzionale solo a sostenere una nuova strategia di mobilità e lo sviluppo del turismo a due ruote, ma piuttosto a garantire quella sicurezza stradale anche, se non soprattutto, lungo i tratti urbani. In quest’ottica, dunque, mi auguro che la Pdl ratificata dalla Camera la scorsa settimana rappresenti una concreta priorità anche per il Senato tanto da arrivare ad un’approvazione piuttosto veloce”. Lo ha detto il deputato dem e membro della Commissione parlamentare trasporti, Emiliano Minnucci.
  • TRASPORTI, MINNUCCI (PD): RIAPRIRE FERROVIA CAPRANICA-ORTE

    Roma, 11 FEB - "La riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia - Capranica - Orte rappresenterebbe un importante passo in avanti per la mobilità del nostro Paese". Lo ha dichiarato in una nota il deputato Pd, Emiliano Minnucci. "Si tratta di una linea di fondamentale importanza. Ottantacinque chilometri di collegamento trasversale tra Tirreno e Adriatico che non hanno solo una valenza in termini turistici ma anche in termini economici. Penso - ha continuato Minnucci - a tutti quei pendolari e fuori sede che hanno l'esigenza quotidiana di spostarsi per raggiungere il proprio posto di lavoro o al traffico merci al quale, inevitabilmente, verrebbe garantita un'adeguata fruibilità. Penso, tra l'altro e per esempio, ai residenti dell'area Cassia - Flaminia - Tiberina che finalmente potranno raggiungere Orte facendo un unico scalo a Fabrica di Roma, o a tutti i pendolari che utilizzano la linea FL3 da Cesano di Roma a Capranica. Dopo anni di studi, analisi e sopralluoghi è arrivato il momento di promuovere una importante accelerazione al fine di avere, almeno, tempi certi di realizzazione e ripresa del traffico ferroviario. In quest'ottica, buone notizie sono arrivate dalla Regione Lazio che ha provveduto, prima, alla costituzione di un comitato di controllo in grado di seguire lo sviluppo del processo di progettazione e finanziamento, e dopo, a inserire questa tratta tra le opere di primaria importanza da finanziare attraverso i fondi previsti dalla missione relativa al trasporto ferroviario. L'Audizione odierna è stato un importante momento di ascolto e approfondimento in cui il presidente della commissione Trasporti, Michele Meta, si è impegnato a promuovere un incontro con la Regione Lazio, la Città Metropolitana di Roma Capitale e la Provincia di Viterbo al fine garantire almeno la riapertura della tratta Capranica - Orte che, allo stato attuale dei lavori, ha elevate possibilità di ospitare a breve il traffico ferroviario dei convogli".
  • Il mio articolo su L’Unità in merito alla legge sull’omicidio stradale

    E’ durata poco più di un giorno la polemica e l’indignazione sulla mancata approvazione del ddl sull’Omicidio stradale lo scorso 21 gennaio. La Camera che approva un emendamento presentato da Forza Italia, gli applausi dei deputati di opposizione davanti le associazioni dei parenti vittime della strada che erano venute ad assistere quello che doveva essere il voto finale e il testo che torna per l’ennesima volta al Senato, in un continuo ping-pong legislativo che basterebbe da solo a giustificare la necessità del superamento del bicameralismo perfetto. L’indignazione che monta, le agenzie che si susseguono e poi, come spesso accade, l’improvviso silenzio. Ci ha pensato la realtà, con tutta la sua durezza, a presentare il conto. Un autista ubriaco che ad Arezzo investe ed uccide una donna e sua figlia di dieci anni. Un pirata della strada che venerdì scorso uccide un motociclista sul raccordo anulare di Roma e come se nulla fosse si reca al lavoro dopo la fuga. Se prendessimo solo gli episodi di cronaca relativi ai casi di “omicidi stradali” commessi da pirati o da autisti ubriachi o sotto effetto di stupefacenti avvenuti dallo scorso 21 gennaio ad oggi, basterebbero a comprendere quanto sia urgente per il nostro Paese dotarsi di una legislazione moderna ed efficace su questo tema. Come ho già avuto modo di spiegare, nessuno ritiene che il semplice inasprimento delle pene possa risolvere da solo l’enorme questione della sicurezza stradale che passa anzi da un’azione coordinata volta a portare avanti iniziative formative ed informative sulla guida sicura, controlli maggiori e più efficaci  delle nostre strade ed investimenti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete viaria; ma una riforma volta a tutelare maggiormente le vittime di pirati della strada, o quanto meno a garantire una giustizia certa non è più rinviabile. Per questo motivo ritengo fondamentale che il ddl sull’ omicidio stradale venga approvato rapidamente in via definitiva al Senato. Un atto che costituirebbe senza dubbio un segnale di attenzione e che ridarebbe credibilità al Parlamento e alla Politica agli occhi dei tanti cittadini e delle tante associazioni che hanno seguito l’iter legislativo di questo provvedimento e si sono battute per la sua approvazione. download   Questo il link dell'articolo, se volete potete commentare anche sulla mia pagina facebook
  • PULIZIA FONDALI MARINI IL SOGNO DI ANGELO VASSALLO DIVENTA REALTÀ

    Oggi alla Camera dei Deputati insieme a Dario Vassallo, Presidente della Fondazione Angelo Vassallo, all'eurodeputato Gianni Pittella, alla Presidente del WWF Italia, Donatella Bianchi ed ai colleghi Laura Venittelli e Oreste Pastorelli abbiamo ribadito il nostro impegno a portare avanti un bel progetto volto a tutelare i nostri mari: incentivare i pescherecci a mantenere pulite le nostre acque e le nostre coste riportando a terra i rifiuti recuperati durante la pesca. Un bel progetto in memoria di Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore ucciso dalla camorra ormai più di cinque anni fa e che su questi temi si è sempre battuto. Una proposta semplice e di buon senso che unisce la tutela dell'ambiente alla cultura della legalità e contenuta nel collegato ambientale alla legge di stabilità dello scorso anno. Una norma utile ed importante che ci impegneremo ad approvare nel più breve tempo possibile.
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  • LAVORO: MINNUCCI “DATI ISTAT INCORAGGIANTI, PROSEGUIRE STRADA RIFORME”

    (DIRE) Roma, 3 giu. - "I dati pubblicati oggi dall'Istat sull'occupazione sono incoraggianti e ci spingono a proseguire con ancora maggiore energia sulla strada delle riforme economiche intrapresa dal Governo. La speranza e' quella di essere realmente, come ha affermato il Ministro Poletti, davanti alla coda di una crisi pesantissima". Cosi' il deputato Pd, Emiliano Minnucci, ha commentato i dati Istat pubblicati oggi sull'occupazione. "I dati sono estremamente buoni perche' le 159mila assunzioni in piu' registrate nel mese di aprile riguardano sia il nord che il sud Italia e non hanno confini generazionali e di genere- ha continuato Minnucci- Ora la priorita' e' lavorare per dare gambe solide alla ripresa economica, cercando di ridurre i divari geografici ancora presenti nel nostro Paese e investendo risorse ed energie sull'occupazione giovanile per recuperare il terreno perso negli ultimi anni". (Com/Lum/ Dire) 13:55 03-06-15 NNNN
  • Italicum e fiducia.

    Voterò la fiducia al governo, sia oggi che domani. Per due ordini di ragioni. In primo luogo, perché resto fedele ad un modo (antico? certamente...,antiquato? non credo...) di stare in un partito ed in una assemblea elettiva, che mi porto dietro fin dagli albori della mia esperienza politica ed istituzionale. Si discute "senza peli sulla lingua", anche animatamente, negli organismi interni, senza timori reverenziali e facendo valere il proprio punto di vista, ma una volta che si è democraticamente assunta una decisione, essa impegna, vincola ciascuno ad essere leale e disciplinato, ed a votare conseguentemente. Inoltre, c'è una seconda ragione, stavolta di merito. L'Italicum non è il massimo delle leggi elettorali, soprattutto dopo che la minoranza del partito, inspiegabilmente, si è battuta per reintrodurre il sistema delle preferenze. Ma il punto non è questo. Voterò la fiducia perché una legge elettorale che garantisca stabilità di governo è necessaria, e soprattutto perché è impensabile che possa essere messa in discussione la continuità dell'azione del governo nel momento in cui iniziano a cogliersi i primi segnali di ripresa. Non facciamoci del male.
  • Reato di Tortura: una questione di civiltà

    A 14 anni di distanza dalla notte del 21 luglio 2001 la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), ha messo nero su bianco e in una sentenza quello che decine di testimoni quella notte hanno visto e raccontato, condannando il nostro Paese non solo per gli atti di violenza compiuti dalla Polizia nei confronti di civili inermi nella scuola Diaz di Genova, ma anche per non aver ancora introdotto nel proprio ordinamento il reato di tortura. Un reato che fu quindi compiuto ma non condannato a causa di un vuoto legislativo che questo Parlamento, a 26 anni dalla firma della Convenzione Onu contro la tortura, si sta impegnando a colmare. Da oggi, infatti, la Camera inizierà la discussione sull’introduzione del reato di tortura nel nostro codice penale. La norma – in sintesi:
    • inserisce nel codice penale il delitto di tortura (art. 613-bis c.p.), come reato comune punito da 4 a 10 anni di reclusione. In altre parole, chiunque - e non solo il pubblico ufficiale – procuri intenzionalmente ad una persona a lui affidata acute sofferenze fisiche o psichiche a causa dell'appartenenza etnica, dell'orientamento sessuale o delle opinioni politiche o religiose o al fine di ottenere da essa informazioni o dichiarazioni, infliggere una punizione o vincere una resistenza, commette reato di tortura;
    • Prevede alcune aggravanti nella pena, tra cui quella “per fatto commesso da un pubblico ufficiale” o per aver provocato “gravi lesioni personali”;
    • inserisce nel codice penale (613-ter c.p.) il delitto di istigazione a commettere la tortura commessa dal pubblico ufficiale, con la reclusione da 6 mesi a 3 anni (art. 1);
    • Rende inutilizzabili le dichiarazioni e le confessioni ottenute attraverso la tortura (art. 2);
    • Raddoppia i termini di prescrizione per il delitto di tortura (art. 3);
    • Vieta di espellere o respingere cittadini extra-comunitari quando si suppone che siano sottoposti a tortura nei Paesi di provenienza (art. 4);
    • Esclude l'immunità diplomatica dei cittadini stranieri indagati o condannati nei loro Paesi di origine per il delitto di tortura (art. 5);
    • stabilisce l'invarianza degli oneri e disciplina l'entrata in vigore della riforma (artt. 6-7).
    Il nostro Paese ha la possibilità concreta di fare un passo avanti importante sul terreno dei diritti umani . Lo dobbiamo a tutti gli innocenti torturati a Genova ed ai tanti, troppi, casi denunciati ogni anno. Per l'Italia, il Paese che diede i natali a Cesare Beccaria, è una questione di civiltà. E’ una questione di dignità.
  • L’IMPORTANZA DELLA MANUTENZIONE STRADALE

    Ho depositato oggi alla Commissione Trasporti della Camera dei deputati una risoluzione che impegna il governo ad attivarsi per trovare e stanziare le risorse necessarie alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale del nostro Paese. Un impegno fondamentale per migliorare la sicurezza dei cittadini e ridare forza ad un settore economico che è stato fortemente penalizzato dalla crisi economica. In questi anni l'Unione europea ha ribadito più volte la sua strategia e i suoi obiettivi per la sicurezza stradale, incoraggiando gli Stati a migliorare le infrastrutture stradali e sensibilizzando gli utenti ad un comportamento più corretto. I dati diffusi da Siteb — Associazione dei costruttori e manutentori delle strade — purtroppo evidenziano una realtà ben lontana da quella ambita ed evidenziano come i consumi di conglomerato bituminoso (più noto come asfalto), per la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale italiana, si sono dimezzati rispetto al periodo precedente alla crisi economica, passando dai 44 milioni di tonnellate del 2006 a 22,3 nel 2014. Lo stesso studio dimostra come, per la manutenzione ordinaria della rete stradale del nostro Paese, occorrerebbero 40 milioni di tonnellate di asfalto annue, circa 18 in più rispetto quelle utilizzate lo scorso anno. Tale riduzione, ovviamente, ha ripercussioni dirette sulla mobilità e sulla sicurezza dei cittadini, poiché strade prive della manutenzione ordinaria sono strade più lente e pericolose e spesso costituiscono un elemento determinante nella dinamica degli incidenti stradali nonché sul triste primato italiano in materia: 181 mila incidenti nel 2013 con ben 3.385 morti e con costi sociali stimabili in circa 26.000 milioni di euro. La messa in sicurezza del territorio e della rete stradale – ha continuato Minnucci – è anch’essa una «grande opera» che il nostro Paese dovrebbe affrontare con rapidità e convinzione. Un'operazione che oltre a rendere un servizio evidente e tangibile ai cittadini, rilancerebbe settori fondamentali per l'economia italiana molto colpiti dalla crisi, senza peraltro consumare ulteriore suolo.   Per consultare il testo della risoluzione e l’elenco dei cofirmatari: http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=33990&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27RISOLUZIONE+IN+COMMISSIONE%27
  • QUIRINALE, IL MANIFESTO DEI PEONES

    Nella scelta del nuovo presidente della Repubblica bisogna coinvolgere i gruppi parlamentari, occorre allargare la platea decisionale, si deve persuadere uno per uno ciascun singolo grande elettore della giustezza di questo o di quel nome. Questo ritornello viene ripetuto, con sempre maggior veemenza, come un mantra da alcuni colleghi parlamentari, come fosse un dato imprescindibile, un principio cardine irrinunciabile nella partita per il Quirinale. Io credo che, per dirla con il rag. Ugo Fantozzi, questo modo di argomentare sia una “boiata pazzesca”. Infatti, con tutto il rispetto per i sostenitori della “centralità dei gruppi parlamentari”, mi sembra evidente che se esiste un modo certo per andare a sbattere in questa vicenda è proprio quello di scatenare, senza rete, le aspirazioni dei singoli grandi elettori. Dio ci scampi. Non se ne uscirebbe vivi. Vorrei essere chiaro: non dico tutto ciò per sfiducia nelle capacità politiche dei tanti colleghi che, come me, compongono le amplissime schiere dei peones, della truppa parlamentare. Non si tratta di questo, ovviamente. Semmai vorrei ribadire che, se crediamo nella funzione dei partiti in un sistema democratico maturo, allora dobbiamo necessariamente essere conseguenti. Continua a leggere l'articolo sulla Rivista Left Wing