• Acqua Claudia e i ‘niet’ della Sindaca pentastellata

    La Sindaca Anselmo ha uno strano modo di affrontare l’affaire Acqua Claudia: se da una parte abbiamo Regione Lazio, forze sindacali e Ministero dello Sviluppo Economico che spingono per accelerare i tempi e garantire finalmente l’inizio dell’attività lavorativa, dall’altra c’è l’Amministrazione Comunale pentastellata che, paventando ipotetiche problematiche infrastrutturali, rischia di allungare irrimediabilmente i tempi per una lieta e imminente conclusione della vicenda. Questo è paradossale. Capisco che la dottrina a cinquestelle si basa molto sul ‘niet’ a stampo sovietico, ma vorrei rassicurare la Sindaca che la guerra fredda si è chiusa con la caduta del muro di Berlino nel 1989. In tal senso, oggi, non esiste alcun presupposto per frenare il percorso di riapertura dello stabilimento di imbottigliamento: le società interessate alla gara ci sono, le garanzie pure, i sindacati sono d’accordo così come la Regione Lazio. C’è la sorgente così come lo stabilimento e i lavoratori in attesa di riprendere la loro attività nel rispetto dei loro livelli occupazionali. Frenare questo percorso per fantomatici problemi logistici e infrastrutturali che, a dir della Sindaca, insistono sulla via di accesso allo stabilimento non è soltanto paradossale ma assurdo. Anselmo rivendica un ruolo da protagonista nella vicenda? Bene, ne ha facoltà ma lo faccia incentivando con azioni concrete il rilancio dello stabilimento e della stessa sorgente che, oltre a rappresentare un simbolo ambientale del nostro territorio, si attesta come un importante presidio occupazione ed economico che merita il massimo supporto da parte di tutti, a partire dall’Istituzione locale. Dalle pagine de "Il giornale della Provincia" di venerdì 28 ottobre.
  • “RASSICURAZIONI DEL GIUDICE SUL FUTURO DELLO STABILIMENTO”

    Roma, 8 ottobre 2016 – “L’iter procedurale per la liquidazione giudiziaria della Società Acqua Claudia sta andando avanti con l’obiettivo di chiudere la vicenda nel migliore dei modi e con la dovuta celerità, al fine di garantire il rilancio di questa realtà produttiva ” ha detto il deputato Dem, Emiliano Minnucci, dopo l’incontro avvenuto ieri con il Giudice Giuseppe Bianchi, presso il Tribunale di Civitavecchia, al fine di affrontare la situazione relativa al fallimento dello storico stabilimento di imbottigliamento delle acque. “L'Acqua Claudia è senza alcun dubbio un simbolo del nostro territorio non solo da un punto di vista storico ed ambientale ma anche da quello economico ed occupazionale. Per questo, dunque, ho fatto presente al Giudice Bianchi le mie preoccupazioni riguardo il futuro dello stabilimento e di quanti ci lavorano. L’attenzione e la solerzia dimostrata dal Tribunale di Civitavecchia - ha concluso Minnucci - sono di buon auspicio: finalmente si inizia a vedere una luce in fondo al tunnel. Continuerò a monitorare la vicenda ed a tenere informati i cittadini".
  • ACQUA CLAUDIA, MINNUCCI (PD): NECESSARIO INTERVENTO RAPIDO DELLA REGIONE

    Sto seguendo con attenzione ed apprensione gli sviluppi della situazione della società Acqua Claudia Srl e dei suoi lavoratori, che questa mattina hanno trovato chiusi i cancelli della propria azienda dopo i dissidi avuti con la proprietà sul futuro della società.

    Chiedo alla Regione Lazio di intervenire rapidamente per cercare una soluzione adeguata e tutelare un patrimonio storico del nostro territorio, che non può essere affidato a piani di rilancio esigui e poco credibili.

    Rinnovo la mia vicinanza ai tanti dipendenti che ormai da troppo tempo stanno lavorando senza certezze ed una prospettiva futura.

    Nella seduta di domani inoltre depositerò un’interrogazione parlamentare per informare il governo e i Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico e chiedere ufficialmente un loro intervento.

    Così, il deputato del Partito Democratico, Emiliano Minnucci, è intervenuto sulla preoccupante situazione della società Acqua Claudia Srl.

    Credo – ha aggiunto poi Minnucci - che le istituzioni territoriali e regionali debbano coordinarsi al più presto per programmare una strategia seria e credibile di rilancio dell’azienda e di tutela dei lavoratori coinvolti, chiedendo all'attuale proprietà immediata chiarezza sulla situazione societaria e sui piani aziendali che si stanno attuando.