• “CON IL ‘NO’ VINCONO TRUMP, PUTIN E LE PEN”

    Roma, 24 novembre 2016 – “Mancano pochi giorni al voto del 4 dicembre quando capiremo se il nostro Paese avrà veramente intenzione di cambiare per un futuro migliore fatto di stabilità ed efficienza. Sono stati mesi intensi in cui il dibattito politico ha assunto toni esasperati, sintomo della grande portata di un voto che, qualora dovesse vincere il ‘sì’, porterebbe a un serio e netto ridimensionamento di una classe politica che ha fatto il bello e il cattivo tempo negli ultimi trent’anni della nostra storia repubblicana” ha detto il deputato Dem, Emiliano Minnucci, nel corso dell’iniziativa ‘Il 4 dicembre Basta un Sì per cambiare l’Italia’ nel comune di Anguillara. “Da Berlusconi a Salvini con la sua Lega, da Brunetta a Fini e Alemanno passando per Pomicino e De Mita: non nascondiamocelo, per questi personaggi le ragioni del ‘no’ sono rappresentate dal timore di perdere quelle posizioni che hanno acquisito e difeso con i denti nel corso degli anni. Non mi sconvolgo, invece, per la posizione assunta da Grillo, Di Mail e il loro movimento che è nato con i ‘vaffa’ e continua con i ‘no’ a prescindere perseguendo una linea politica assurda che fonda le sue radici su pressapochismo e dilettantismo. L’appuntamento referendario si è trasformato in un scontro a viso aperto tra riformisti/democratici da una parte e populisti/reazionari dall’altra: se i primi vogliono consentire al Paese di cogliere una seria opportunità di crescita e stabilità, i secondi rincorrono il sogno di far cadere Renzi per puri scopi di opportunità politica. Una vittoria del ‘no’, dunque, oltre a rappresentare la vittoria dei soliti noti che utilizzano il referendum come strumento politico contro il Governo, rappresenterebbe la vittoria delle destre becere e antidemocratiche che hanno sostenuto e sostengono Trump, Putin, Erdogan e Le Pen. In quest’ottica – ha concluso Minnucci – ancora non comprendo i motivi per i quali alcuni compagni, anche del nostro Partito, possano votare ‘no’ con il rischio di far riemergere chi per una vita abbiamo combattuto e denunciato sui palchi, per le strade e le piazze”.
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