• CULTURA, MINNUCCI (PD): PROPOSTA MARINELLI DA ADOTTARE A LIVELLO NAZIONALE

    Condivido e sostengo con convinzione la proposta fatta oggi dall'assessore alla Cultura e al Turismo di Roma Capitale, Giovanna Marinelli, di “mettere segni del nostro grande patrimonio archeologico all'interno degli aeroporti della Capitale” e credo che il Ministero dei Beni Culturali dovrebbe seriamente valutare l’ipotesi di adottarla a livello nazionale. Così il deputato PD, Emiliano Minnucci, ha commentato la proposta fatta oggi dall'assessore alla Cultura e al Turismo di Roma Capitale, Giovanna Marinelli,  durante la conferenza stampa “Roma città ambita”, “di sistemare parte del nostro grande patrimonio archeologico all'interno degli aeroporti di Ciampino e Fiumicino”. Il nostro Paese – ha poi continuato Minnucci - è dotato di un immenso patrimonio archeologico che spesso non riesce a valorizzare o peggio a mostrare per mancanza di risorse economiche o di strutture e spazi espositivi. Sistemare parte del nostro patrimonio archeologico, che altrimenti resterebbe nascosto e non tutelato, all’interno di infrastrutture come aeroporti, stazioni e scali portuali, garantendone la sicurezza, potrebbe essere la migliore vetrina possibile dell’Italia nei confronti dei milioni di turisti che la visitano ogni anno.  
  • LAGO DI BRACCIANO, MINNUCCI (PD): INCONTRO POSITIVO, ORA BISOGNA AGIRE

    “Reputo positivo l’esito del primo delicato incontro riguardante l’emergenza dei livelli idrometrici del Lago di Bracciano e che ha riunito i sindaci di Anguillara Sabazia, Bracciano e Trevignano Romano, il Consorzio di Navigazione del lago, la Città Metropolitana, l’Ente Parco di Bracciano-Martignano e l’Agenzia Regionale per la difesa del suolo (Ardis). All’incontro, a cui ho partecipato in qualità di deputato del territorio e di cui ringrazio Rolando Luciani per l’organizzazione, sono state buttate le basi per affrontare l’emergenza attuale e per pianificare dei protocolli di azione da attuare in futuro in modo da evitare il ripetersi di situazioni emergenziali e procedere ad un recupero ed una manutenzione seria delle coste. In particolare si è evidenziata la necessità di individuare dei livelli idrometrici minimi e massimi oltre i quali diventi obbligatorio agire e la necessità di procedere al ripristino e alla manutenzione delle chiuse del fiume Arrone, oggi non funzionanti.” Così il deputato PD, Emiliano Minnucci, al termine dell’incontro che si è tenuto ieri – 1 aprile 2015 - presso l’idroscalo degli Inglesi di Bracciano riguardante l’emergenza idrica del lago e la pianificazione di interventi futuri. “Nonostante la mancata partecipazione di Acea Spa – ha poi continuato Minnucci – credo si sia trattato di importante passo nella definizione di azioni coordinate e puntuali per la tutela del Lago di Bracciano. Spero vivamente che ora si dia corso con rapidità agli interventi discussi.”
  • LAGO DI BRACCIANO: IL LIVELLO DELLE ACQUE È ALLARMANTE. NECESSARIO INTERVENIRE

    I dati idrometrici del lago di Bracciano hanno raggiunto livelli allarmanti e credo sia necessario un rapido intervento per facilitare il deflusso dell’acqua verso il fiume Arrone e la rete idrica metropolitana.10387463_10153117715890049_8315312548197528699_n
    Sul territorio amministratori e consiglieri responsabili, come Luca Galloni e il gruppo consiliare Alleanza Democratica per Trevignano, stanno giustamente denunciando la mancanza di informazioni e di interventi da parte delle autorità preposte per evitare ulteriori danni e disagi.
    11075139_10153117714065049_6914518267402305569_nPer questo motivo ho inviato oggi una lettera al Presidente ACEA ATO2 Paolo Saccani, al responsabile Segreteria Tecnico Operativa A.T.O. 2 - Lazio Centrale, Alessandro Piotti e al Direttore ARDIS, Mauro Lasagna per segnalare l’emergenza e la necessità di una rapida azione per una seria questione di sicurezza e per permettere la salvaguardia delle coste e delle spiagge del lago di Bracciano.
    Mi aspetto un intervento immediato.
  • L’IMPORTANZA DELLA MANUTENZIONE STRADALE

    Ho depositato oggi alla Commissione Trasporti della Camera dei deputati una risoluzione che impegna il governo ad attivarsi per trovare e stanziare le risorse necessarie alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale del nostro Paese. Un impegno fondamentale per migliorare la sicurezza dei cittadini e ridare forza ad un settore economico che è stato fortemente penalizzato dalla crisi economica. In questi anni l'Unione europea ha ribadito più volte la sua strategia e i suoi obiettivi per la sicurezza stradale, incoraggiando gli Stati a migliorare le infrastrutture stradali e sensibilizzando gli utenti ad un comportamento più corretto. I dati diffusi da Siteb — Associazione dei costruttori e manutentori delle strade — purtroppo evidenziano una realtà ben lontana da quella ambita ed evidenziano come i consumi di conglomerato bituminoso (più noto come asfalto), per la manutenzione ordinaria e straordinaria della rete stradale italiana, si sono dimezzati rispetto al periodo precedente alla crisi economica, passando dai 44 milioni di tonnellate del 2006 a 22,3 nel 2014. Lo stesso studio dimostra come, per la manutenzione ordinaria della rete stradale del nostro Paese, occorrerebbero 40 milioni di tonnellate di asfalto annue, circa 18 in più rispetto quelle utilizzate lo scorso anno. Tale riduzione, ovviamente, ha ripercussioni dirette sulla mobilità e sulla sicurezza dei cittadini, poiché strade prive della manutenzione ordinaria sono strade più lente e pericolose e spesso costituiscono un elemento determinante nella dinamica degli incidenti stradali nonché sul triste primato italiano in materia: 181 mila incidenti nel 2013 con ben 3.385 morti e con costi sociali stimabili in circa 26.000 milioni di euro. La messa in sicurezza del territorio e della rete stradale – ha continuato Minnucci – è anch’essa una «grande opera» che il nostro Paese dovrebbe affrontare con rapidità e convinzione. Un'operazione che oltre a rendere un servizio evidente e tangibile ai cittadini, rilancerebbe settori fondamentali per l'economia italiana molto colpiti dalla crisi, senza peraltro consumare ulteriore suolo.   Per consultare il testo della risoluzione e l’elenco dei cofirmatari: http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=33990&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27RISOLUZIONE+IN+COMMISSIONE%27
  • Ferrovie, grande soddisfazione per investimenti approvati in Commissione Trasporti per area metropolitana

    Oggi la Commissione Trasporti della Camera dei deputati ha approvato lo schema del contratto di programma tra lo Stato e RFI per il periodo 2012-2016, nel quale sono previsti importanti investimenti mirati al trasporto pendolari e all'integrazione tra i diversi nodi infrastrutturali. Un risultato rilevante che si è potuto raggiungere grazie all’impegno e l’iniziativa del Presidente Michele Meta e al lavoro coordinato di tutti deputati della Commissione Trasporti. Personalmente sono molto soddisfatto per gli interventi strategici approvati e riguardanti l’area metropolitana di Roma, come il finanziamento di 120 milioni di euro per il completamento della linea Vigna Clara - Valle Aurelia, la connessione tra il porto di Civitavecchia e l'aeroporto internazionale di Fiumicino e quella del porto commerciale di Fiumicino alla rete nazionale.
  • Giubileo e legalizzazione della Cannabis. La mia intervista a Radio Cusano

    Roma è pronta ad ospitare il Giubileo annunciato da Papa Francesco da prossimo 8 dicembre? C'è bisogno di un commissario o di una cabina di regia per garantire la sicurezza e l'organizzazione? Perché ho aderito all'integruppo per una proposta bipartisan sulla legalizzazione della cannabis? In questa intervista rilasciata questa mattina a Radio Cusano, ho cercato di dare delle risposte a queste ed altre domande. Buon ascolto!
  • LEGALIZZAZIONE CANNABIS: NASCE L’INTERGRUPPO PARLAMENTARE

    Nell'ultima Relazione annuale la Direzione Nazionale Antimafia a proposito dell’azione di contrasto alla diffusione dei derivati della cannabis ha apertamente denunciato “il totale fallimento dell’azione repressiva” e“la letterale impossibilità di aumentare gli sforzi per reprimere meglio e di più la diffusione dei cannabinoidi”. Dirottare ulteriori risorse su questo fronte, spiega sempre la DNA nel suo rapporto, ridurrebbe l’efficacia dell’azione repressiva su “emergenze criminali virulente, quali quelle rappresentate da criminalità di tipo mafioso, estorsioni, traffico di essere umani e di rifiuti, corruzione, ecc” e sul “contrasto al traffico delle (letali) droghe ‘pesanti’”. In questo quadro, è proprio la DNA a proporre politiche di depenalizzazione che potrebbero dare buoni risultati “in termini di deflazione del carico giudiziario, di liberazione di risorse disponibili delle forze dell’ordine e magistratura per il contrasto di altri fenomeni criminali e, infine, di prosciugamento di un mercato che, almeno in parte, è di appannaggio di associazioni criminali agguerrite.” Anche l'Associazione Antigone nel suo report annuale pubblicato il 17 marzo, ha denunciato che con la legalizzazione della cannabis "si otterrebbe un grande risparmio di spesa": fino a 100 milioni di euro, tra incassi per l'erario e riduzione dei costi del sistema repressivo e penitenziario con 10 mila detenuti in meno nelle carceri. L'associazione, che si batte per i diritti dei detenuti, parte dal dato che il 3% della popolazione italiana ha consumato cannabis nell'ultimo mese, due milioni di persone circa e nell'anno diventano circa 4 milioni, e ipotizza una spesa media di consumo pari a 100 euro a consumatore all'anno: con una tassa del 20% si arriva a un guadagno fiscale di 80 milioni di euro. Ci sono quindi da aggiungere gli effetti positivi dell'avere "almeno 10 mila detenuti in meno, con la riduzione dei reati connessi, riduzione contestale dei guadagni delle mafie e maggiore capacita' statale di contrasto alle stesse". Negli Usa, proprio alla luce di queste considerazioni, negli ultimi anni è cresciuto rapidamente il numero di Stati che hanno scelto la via della legalizzazione della produzione e della vendita della marijuana per uso ricreativo: Colorado,Washington, Oregon e Alaska hanno segnato una tendenza che è destinata a consolidarsi e che la Presidenza Obama non sta avversando, per via della palese efficienza delle misure di legalizzazione sul piano fiscale, sociale e sanitario e del contrasto alle organizzazioni criminali. Le osservazioni della DNA e di Antigone così come le scelte di alcuni Stati americani rappresentano segnali di riflessione profonda che il nostro Paese dovrebbe cogliere. Per questo motivo insieme ad altri 60 deputati e senatori ho aderito alla formazione di un intergruppo parlamentare per la legalizzazione della Cannabis. Perché credo sia un tema che vada approfondito e discusso e su cui si dovrebbe aprire una seria riflessione anche nel nostro Paese.  
  • SODDISFAZIONE PER LAVORI MESSA IN SICUREZZA DELLA ANGULLARA VIGNA DI VALLE

    Finalmente dopo molto lavoro di mediazione e ricerca delle risorse necessarie, la Città Metropolitana di Roma ha annunciato l’avvio dei lavori riguardanti la SP. 11/b Anguillara Vigna di Valle, all’altezza della località “il Pizzo”, per la messa in sicurezza della scarpata in frana posta a monte della sede stradale. Si tratta di un risultato importante e non scontato che riguarda lavori di “somma urgenza” volti alla sicurezza e alla mobilità di tantissimi cittadini, che entro la fine di questo mese potranno tornare ad usufruire senza pericolo di una strada importante come l’Anguillara Vigna di Valle. I lavori, che potranno contare su uno stanziamento complessivo di 290.000 euro, partiranno lunedì e si articoleranno in più fasi:
    • Pulizia da alberi, vegetazione e disgaggio di terreno
    • Carico, trasporto e conferimento a discarica di materiale di risulta;
    • Profilatura della parete rocciosa della scarpata e pulizia finale;
    • Fornitura e posa in opera di geostuoia;
    • Fornitura e posa in opera di rete corticale superficiale fissata con chiodatura alla sottostante parete rocciosa;
    • Pulizia finale della sede stradale prima della riapertura al traffico veicolare e pedonale.
    In qualità di rappresentante del territorio nelle scorse settimane ho più volte denunciato presso gli enti preposti la grave situazione di insicurezza in cui versava l’Anguillara Vigna di Valle e grazie all'impegno puntuale del vice-sindaco Mauro Alessandri e dei dirigenti e funzionari della Città metropolitana di Roma, nonché dell’amministrazione di Anguillara si è riusciti a garantire in tempi rapidi - e nonostante la situazione di grave carenza di risorse in cui si trovano ad agire attualmente gli enti locali - l’avvio di lavori essenziali per la sicurezza dei cittadini.
  • Soddisfazione per la nomina di Luciani a capo del Consorzio di navigazione del lago di Bracciano

    La nomina di Rolando Luciani a capo del Consorzio di navigazione del lago di Bracciano è senza dubbio un’ottima notizia per il nostro territorio. Da oggi, infatti, potrà riprendere un percorso importante di sviluppo economico e turistico del territorio sabatino che il commissariamento della Provincia aveva di fatto rallentato, nonostante l’impegno del Presidente pro-tempore Claudio Panella, che ringrazio per la serietà e lo spirito di responsabilità. Oggi, con l’avvio della Città Metropolitana e grazie al Sindaco Ignazio Marino e al Vice-Sindaco Mauro Alessandri, i Sindaci di Anguillara Sabazia, Bracciano e Trevignano, hanno potuto riproporre con successo la candidatura di Luciani Un Presidente con grandi capacità e competenze a cui invio un grande in bocca al lupo e la garanzia del mio totale supporto e sostegno alla sua azione futura.
  • #evadoincucina : mia intervista a TerzoBinario.it

    Intervista a cura di Luciano Romeo pubblicata sulla rivista on-line terzobinario.it Oggi ho chiamato nella mia cucina un esperto del territorio, una persona che potrà darci molte risposte, Emiliano Minnucci, Onorevole Deputato della Repubblica Italiana. Caro Emiliano, nelle passate interviste in cucina, abbiamo affrontato il problema della Sanità. Conosco perfettamente le tue posizioni e richieste verso l’Ospedale Padre Pio di Bracciano, puoi ribadirle e fare una panoramica per i lettori della situazione e cosa ci prospetterà il futuro per questa struttura sanitaria. Ci troviamo purtroppo in una fase molto complicata da gestire dal punto di vista amministrativo per quel che riguarda la sanità regionale: se da un lato infatti c’è la necessità di ridurre i costi e rientrare dai debiti accumulati in passato, dall’altro non si può mettere in discussione il diritto essenziale dei cittadini di usufruire di un servizio sanitario pubblico. Il piano sanitario regionale, come hanno riconosciuto tutti gli osservatori rappresenta un buon compromesso tra queste due esigenze, soprattutto se paragonato al piano di ristrutturazione che aveva presentato la precedente amministrazione di centro-destra. Nonostante i tagli ingenti, infatti, si è riusciti a preservare 21.611 posti letto negli ospedali regionali. Purtroppo tra i più penalizzati da questa riduzione e razionalizzazione dei costi, ci sono i territori serviti dall’ospedale Padre Pio di Bracciano che, anche se è stato salvato dalla chiusura, è stato fortemente ridimensionato, tanto da metterne in discussione l’effettivo funzionamento. Una situazione molto delicata che ho segnalato più volte alla nostra giunta regionale. Ovviamente capisco e condivido la preoccupazione e l’agitazione degli amministratori locali, ma credo che oggi più che un’azione di pura contrapposizione, sia essenziale mantenere aperte le porte al dialogo e a trattative volte ad ottenere, in tempi certi e rapidi, un reale rilancio di questa struttura, su cui negli scorsi anni sono stati fatti ingenti investimenti: penso al Pronto Soccorso o ai posti di terapia sub-intensiva. Una misura che ritengo essenziale per perfezionare la nostra sanità regionale è senza dubbio la ridefinizione territoriale delle ASL. Tenere insieme, nella stessa Asl, ad esempio Castelnuovo di Porto e Civitavecchia, non ha più senso. Una misura che potrebbe portare dei vantaggi immediati e liberare risorse importanti in futuro. Bracciano è il punto cruciale anche della seconda domanda, avrai capito che parliamo di Cupinoro. Siamo in una situazione molto delicata, ogni giorno arrivano notizie poco rassicuranti su quella gestione, cosa ne pensi? Credo sia fondamentale affrontare il tema della discarica di Cupinoro senza pre-concetti ideologici e con spirito costruttivo, da parte di tutti. Diciamocelo con estrema franchezza: per tanti, troppi anni, in passato, si è pensato che il tema Cupinoro fosse una vicenda interna al Comune di Bracciano. Questa chiave di lettura è andata bene a molti, se non a tutti, al di là delle schermaglie che periodicamente si accendevano. Andava bene ai 27 comuni che ne hanno usufruito, conferendo la “monnezza” a costi contenuti e scongiurando il pericolo del verificarsi di fenomeni analoghi a quanto accaduto a Napoli. Andava sostanzialmente bene anche a Bracciano, perché garantiva maggiori risorse per le casse comunali. La svolta radicale degli ultimi anni di tutti i Comuni dell’area – in primis Anguillara durante il mio mandato di Sindaco, e compreso il comune di Bracciano, con l’unica eccezione di Cerveteri – volta a implementare e rafforzare la raccolta differenziata, ha inceppato il vecchio meccanismo. Infatti, questa scelta, unitamente alle regole più rigorose introdotte dalla legislazione europea, ha ridotto fino ad azzerarla la quantità di rifiuti indifferenziati destinati alla discarica. Ciò ha generato le ripercussioni che tutti conoscono. Oggi la discarica è chiusa. Problema risolto, dunque? Questa è la domanda che rivolgo a tutti, senza eccezioni. Io non ho soluzioni taumaturgiche da offrire. Faccio solo due considerazioni. La prima: è possibile affermare e sostenere semplicemente che la discarica vada chiusa, senza immaginare un piano strutturale e sostenibile per la gestione del sito dopo la chiusura? Una discarica trentennale non si ferma con un click, magicamente. Ha bisogno di essere costantemente mantenuta affinché non produca effetti dannosi per l’ambiente e per la salute. Ne vogliamo parlare serenamente oppure mettiamo la testa sotto la sabbia? Seconda questione: non dico tutti e 27 i comuni che conferivano precedentemente a Cupinoro, ma almeno i 7/8 comuni più vicini a quella realtà, quanto potranno sostenere economicamente la quotidiana transumanza dei propri rifiuti, almeno dell’indifferenziato da trattare e da conferire, in giro per il Lazio e per il Centro-Italia? Quanto costa tutto ciò ai cittadini-contribuenti già pesantemente oberati dal peso del fisco? In tutta sincerità, siamo in cucina e non si deve mentire, secondo te, il Sindaco di Bracciano, oggi è Sala ma domani può essere chiunque, è giusto che si occupi della gestione di Cupinoro? Non sarebbe meglio una partecipazione collettiva dei Sindaci dei territori interessati? Dalla risposta alla tua precedente domanda avrai già capito come la penso. Visto che siamo “soli” in cucina cercherò di essere ancora più schietto: ho già affermato altre volte il mio sostegno al Sindaco di Bracciano e al suo prezioso lavoro. Un sostegno che rinnovo. Giuliano Sala è stato ed è un grande amministratore: non lo dico io, lo dice la sua storia politica. Non si vincono quattro volte le elezioni a sindaco se non si hanno grandi qualità. Detto questo, chi è esente da errori o da inciampi? Fatta questa premessa, sono convinto che per la gestione di Cupinoro sia necessario il coinvolgimento diretto di altri “attori”. Anzitutto, penso ai Sindaci degli altri Comuni limitrofi, ma anche ad altre istituzioni pubbliche: in questa fase soprattutto la Regione Lazio deve farsi parte dirigente di un programma credibile e sostenibile, ambientalmente e finanziariamente. Inoltre credo che sia essenziale aprire alla partecipazione di quelle realtà territoriali che sono portatrici non solo di interessi collettivi e diffusi ma anche, spesso, di importanti competenze professionali: associazioni, comitati, singoli cittadini. Infine, mi piace ricordare che nel nostro territorio esiste uno dei massimi centri di ricerca italiani, l’ENEA Casaccia, dove quotidianamente si studiano soluzioni avanzate ed innovative anche sul tema dei rifiuti. Perché non pensare di utilizzare anche questa risorsa? Il problema manutenzione strade affligge il territorio di tutti i comuni. La sensazione è che non se ne esca, lo Stato chiede soldi ai comuni e gli amministratori non hanno fondi per mettere in sicurezza le strade. Quale secondo te può essere la via d’uscita? Non ci nascondiamo dietro un dito. Credo che la via d’uscita “vera” sia nella ripresa economica del nostro Paese. Solo tornando a crescere infatti sarà possibile trovare le risorse per investimenti pubblici essenziali. Fintanto che resisterà la stagnazione o, peggio, la recessione, lo Stato continuerà a chiedere sacrifici agli enti locali. Il problema è che i sacrifici oggi sono diventati intollerabili. Lo dico con una battuta amara: tra qualche tempo faticheremo a trovare qualcuno disponibile a candidarsi a Sindaco o, comunque, ad amministratore comunale. I dati degli ultimi giorni evidenziano, in modo omogeneo, una inversione di tendenza. Bisogna lavorare affinché la ripresa si consolidi e duri nel tempo. Questo Governo, attraverso l’approvazione di riforme strutturali volte a rilanciare l’economia del nostro Paese, sta operando nella giusta direzione. Intanto, per venire puntualmente alla tua domanda, già per l’anno in corso è stato allentato per i Comuni il cappio del patto di stabilità, dando modo agli enti locali che hanno disponibilità finanziaria, di poter spendere. Si tratta di un primo passo. Occorre fare di più. Tu vai spesso a Cerveteri, Ladispoli, certamente avrai fatto la Settevene Palo, avrai notato che diverse frane hanno di fatto eliminato una corsia, mezza strada, da un anno! Nonostante le proteste dei cittadini, del sindaco di Cerveteri, nonostante i media hanno più volte ripreso la questione, perfino il sottoscritto, sai bene che sono per la chiusura di Cupinoro, ho malignamente pensato che si attende la riapertura della discarica, nonostante tutto questo, ancora la strada non è stata messa a posto! Finora è andata bene, ma fino a quando si può rischiare? In questi mesi ho più volte contattato il Commissario Straordinario della ex Provincia (oggi Città Metropolitana), dott. Riccardo Carpino – a cui ho inviato anche una lettera-appello – per denunciargli la grave situazione della Settevene Palo e chiedere all’ente competente di intervenire. Nessuna risposta positiva, anzi semmai una battuta piuttosto “piccata” per aver disturbato il manovratore. Capisco che non si tratta di un intervento “ordinario” e che l’opera è particolarmente onerosa, capisco tutto però non si può continuare a rischiare e non è accettabile che fino ad oggi si sia “rischiato”. Per quanto mi riguarda, appena definiti gli assetti della nuova Città Metropolitana, tornerò alla carica. Vorrei chiudere con leggerezza e con una domanda che ho in mente da tempo: in questi sette mesi da quando sei Deputato sono successe tantissime cose. Dalle riforme all’elezione del Presidente della Repubblica. È innegabile che sei capitato in un momento topico di questa legislatura. Trasmettici, tralasciando le posizioni politiche, quell’emozione che si prova in questi casi. Si, direi che ci troviamo in un momento particolare di una legislatura sui generis che in molti identificano come costituente e spartiacque tra la Seconda e Terza Repubblica. Le emozioni fino ad oggi sono state tante e contrastanti, abbinate a momenti che sarà difficile dimenticare: dalle votazioni e le trattative per l’elezione del Presidente della Repubblica alla prima volta che ho oltrepassato la soglia di Montecitorio da Deputato, dalla prima dichiarazione in aula alle tensioni durante le discussioni e i voti sulle riforme. È prassi che l’ultima domanda sia di cucina, non ti chiederò di cucinare, tranquillo, bensì qual è il tuo piatto preferito? La domanda più difficile! Nel nostro territorio abbondano le eccellenze, tutte succulente e prelibate. Potrei fare un lungo elenco. Consentimi, però, di giocare in casa.Broccoletti ripassati in padella e salsicce caserecce alla brace. Ringrazio Emiliano Minnucci, mi auguro di rivederlo in cucina, vorrei parlare di lavoro, investimenti e tante altre cose, credo di essere stato un po’ cattivello nelle domande, questo però perché rispetto la persona e il ruolo che occupa, secondo me, è ora che i politici siano più vicino ai cittadini e rispondano direttamente, senza mezzi termini!
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